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Emendamento salva banche

Emendamento salva banche

Il Decreto fiscale che permette di dilazionare nel tempo gli oneri futuri delle banche a causa del ritardo nella cessione di Carichieti, CariFerrara, Banca Etruria e Banca Marche è stato presentato alla Camera.

Il problema di fondo è dato dal fatto che il Fondo di risoluzione non riuscirà a recuperare la totalità dei 2 miliardi di euro con il quale aveva ricapitalizzato le quattro banche a fine novembre dell’anno scorso.

Arrivati a questo punto Bankitalia dovrà impostare un contributo aggiuntivo per riuscire a far fronte alle perdite.

L’emendamento che è stato presentato lascia la palla alla Banca d’Italia che dovrà decidere la tempistica per il rimborso.

Il Decreto fiscale collegato alla manovra verrà presentato domani in aula.

Scende la coppia USD/JPY

Oggi il valore del Dollaro americano è stato più basso rispetto allo Yen giapponese con la coppia USD/JPY che è scesa dello 0,13% scambiando a 104,82.

La coppia ha raggiunto una quota di supporto a 103,01 che risulta essere il valore più basso da Lunedì è una quota di resistenza a 105,92 che la più alta da giovedì.

Allo stesso momento il valore del Dollaro americano è stato più basso rispetto alla nostra moneta unica ed anche alla Sterlina inglese con la coppia EUR/USD che sale dello 0,08% toccando quota 1,1012 e la coppia GBP/USD che sale dello 0,11% toccando quota 1,2236.

futures gas

Sessione USA positiva per i futures del Gas

La sessione borsistica americana di questo mercoledì ha decretato un aumento dei futures del Gas naturale.

All’interno del New York Mercantile Exchange i futures del Gas naturale in consegna a settembre sono stati scambiati a 2,928 dollari per ogni milione di British thermal units valore in aumento del 2,37%.

In un primo momento il prezzo di scambio è stato anche più alto arrivando a quota 2,992 dollari per ogni milione di British thermal units e il Gas naturale ha trovato una quota di supporto a 2,637 dollari e una quota di resistenza a 3,022 dollari.

L’indice del Dollaro che mette in risalto andamento della moneta americana nei confronti delle altre sei monete rivali è salito dello 0,34% scambiando a 95,63 dollari.

Se diamo un’occhiata al Nymex notiamo che il Greggio in consegna a ottobre è sceso del 2,99% scambiando a 46,81 dollari al barile mentre il Gasolio in consegna a settembre è salito dello 0,42% scambiando a 1,4822 dollari per gallone.

Valori di cambio GBP/USD

Dopo il rilascio dei dati riguardanti l’inflazione britannica che è risultata essere migliore del previsto la Sterlina riesce a guadagnare sul Dollaro questo martedì.
In un primo momento il cambio GBP/USD è arrivato a quota 1,2837 toccando il massimo intraday per poi scendere a quota 1,2811 in salita dello 0,71%.

La quota di supporto la troviamo a 1,2721 che è il valore più basso fatto registrare da lunedì scorso e la quota di resistenza a 1,3033 che risulta essere il massimo valore fatto registrare da Venerdì scorso.

Proprio questa mattina l’ufficio Nazionale di Statistica britannico ha pubblicato l’indice dei prezzi al consumo mettendo in risalto che il tasso destagionalizzato è salito dello 0,5% il mese scorso.

L’indice dei prezzi al consumo su base mensile è calato al tasso destagionalizzato dello 0,2% sempre il mese scorso, questo dato è in linea con le aspettative degli analisti.

La Sterlina riesce a guadagnare anche contro la nostra moneta unica con il cambio EUR/GBP in discesa dello 0,10% scambiando a 0,87 21.”

Deprezzamento dei futures del Greggio

Durante la sessione di borsa asiatica i futures del Greggio hanno avuto un calo di valutazione.
All’interno del New York Mercantile Exchange i futures del Greggio in consegna ad agosto sono stati scambiati a 45,32 dollari per barile, valore che scende dello 0,47%.
In un primo momento i valori di scambio e sono stati ancora più bassi a 44,22 dollari per barile ed il Greggio ha trovato una quota di supporto a 44,37 dollari e una quota di resistenza a 47,26 dollari.

L’indice del Dollaro che mette in risalto i risultati della moneta americana nei confronti delle altre 6 monete rivali è sceso dello 0,02% scambiando a 96,37 dollari.

Dando un’occhiata sull’ICE vediamo che il Petrolio Brent è in consegna a settembre ha avuto un calo dello 0,32% scambiando a 48,37 dollari al barile mentre il valore di spread dei contratti fra il Petrolio Brent e il Greggio è pari a 1,37 dollari al barile.

GBP/USD, il dopo brexit

In questo venerdì di contrattazioni il valore della Sterlina inglese è stato più basso rispetto a quello del Dollaro americano con la coppia GBP/USD che è stata scambiata a 1,3711 in calo di oltre l’8%.

La coppia monetaria è arrivata a trovare una quota di supporto a 1,3528

che risulta essere il valore più basso intraday è una quota di resistenza posta a 1,40322 che invece risulta essere il valore più alto fatto mai registrare da giovedì scorso.
Allo stesso momento il valore della Sterlina inglese è stato più basso anche rispetto alla nostra moneta unica e allo Yen giapponese con la coppia EUR/GBP che guadagna il 6,22% e la coppia GBP/JPY che scende del 12,21% toccando quota 139,72.

dollaro

Lieve ripresa per l’indice del Dollaro

Il Dollaro riesce a guadagnare terreno in maniera lieve nei confronti delle altre monete rivali dopo la revisione dei dati americani sul costo del lavoro e sulla produttività relativi al primo trimestre.
Dando un’occhiata ai dati americani notiamo che la produttività non agricola è calata meno del previsto nel primo trimestre, stiamo parlando di un -0,5% rispetto al -1,2% dei precedenti dati, diffusi il mese scorso.

Allo stesso momento i costi legati al lavoro sono aumentati arrivando al 4,7% dalla precedente lettura che li vedeva al 4,2% e comunque al di sopra del consensus che era posizionato al 4%.

L’indice del Dollaro che mette in risalto l’andamento del biglietto verde nei confronti delle altre sei monete rivali, subito dopo la diffusione dei dati è salito dello 0,8% per poi andare in terreno negativo nel primo pomeriggio cedendo lo 0,2%.
Allo stesso momento la Sterlina inglese è riuscita a salire dello 0,7% arrivando a scambiare a 1,4628 dollari.

aud usd

Coppia AUD/USD

Il Dollaro australiano è riuscito ad avere un valore più alto nei confronti del cugino americano questo venerdì con la coppia AUD/USD che stata scambiata a 0,7321 in rialzo dello 0,13%.

La coppia monetaria è arrivata a trovare una quota di supporto a 0,7187

che risulta essere il valore più basso da inizio settimana è una quota di resistenza a 0,7492 che risulta essere la più alta da mercoledì.
Allo stesso momento il valore del Dollaro australiano è riuscito ad essere più alto nei confronti della nostra moneta unica e dello Yen giapponese con la coppia EUR/AUD che perde lo 0,14% scambiando a 1,5512 e la coppia AUD/JPY che sale dello 0,16% scambiando a 77,92.

Mitsubishitotem

Scandalo Mitsubishi motors

Dopo la Volkswagen anche la Mitsubishi Motors è sotto l’occhio del ciclone a causa di cattive condotte svolte sui test relativi alle emissioni dei motori diesel.

Dopo che la casa automobilistica ha reso noto di aver falsificato alcuni test sul consumo di carburante il titolo ha avuto un forte crollo perdendo il 19%.

Tetsuro Aikawa presidente del gruppo durante una conferenza stampa a Tokyo si è scusato per quello che si annuncia essere il più grosso scandalo per la casa turistica giapponese da un decennio a questa parte.

A chiusura di contrattazioni il titolo ha perso oltre il 15% a 752 yen che risulta essere la massima perdita in un solo giorno di contrattazioni da 12 anni a oggi.

La casa automobilistica ha specificato che la manipolazione dei test e relativa a 655.000 veicoli prodotti da inizio 2013 e 472000 automobili prodotte per Nissan Motor.

La società ha comunicato che smetterà sia la produzione che la vendita di questa tipologia di automobili e che ha nominato una commissione indipendente per indagare su tutta la questione.

indice pmi

Indice Pmi italiano in aumento

Nel mese di aprile il settore manifatturiero del nostro paese ha accellerato i ritmi facendo registrare netti segni di miglioramento sia sul fronte ordini che su quello della produzione e occupazione.

Secondo l’elaborazione di Markit/Adaci il Pmi manifatturiero ad Aprile è salito fino a 54,1 punti dai 59,8 del mese di marzo rafforzando ancor di più la sua posizione sopra i 50 punti che è considerato come il limite fra crescita e contrazione.

Anche gli analisti ne sono rimasti sorpresi dato che le loro stime non lo portavano oltre i 53,5 punti,

addirittura un sondaggio Reuters lo dava in calo a quota 52.
Il valore del Pil italiano nel 2015 è cresciuto dell’1,1% quindi dopo tre anni di recessione questo è stato il primo segno di ripresa anche se gli indici di crescita del nostro paese restano alla metà della media europea.

Per l’anno corrente si prevede un’accellerazione del 2,1%.